Le discriminazioni di accesso a studi e pratiche sportive. Questo il tema di uno degli incontri previsti nel corso dell’anno all’interno del progetto sperimentale “La Consulta delle ragazze” che FìmminaTv ha intrapreso con “terreno di sperimentazione” l’istituto Piria di Rosarno. Con il coordinamento di Eleonora Contartese e l’accoglienza immediata ed entusiasta della dirigente Mariarosaria Russo. Un progetto che sta avendo un successo non programmato nè previsto. Uno spazio dove le ragazze crescono nella loro consapevolezza di genere in modo autonomo, dove la struttura scolastica e quella divulgativa di FìmminaTv lanciano i temi e forniscono informazioni e testimonianze, dando strumenti alle giovani studentesse per organizzare programmi, progetti, azioni finalizzati alla loro crescita come giovani donne, consapevoli del proprio ruolo nel mondo, dei propri diritti, degli strumenti per ottenerli e dei modi pe potersi difendere da stereotipi e discriminazioni.

Abbiamo così affrontato un tema delicato e importante, perchè legato allo sviluppo delle ragazze e ai dati che dicono che le giovanissime, nel transito dalle scuole medie alle superiori, hanno una percentuale più alta rispetto ai ragazzi di abbandono delle pratiche sportive. Le ragazze ne hanno discusso con Francesca Stancati, avvocata, delegata Coni Cosenza e già sportiva, donna, in uno sport tutto maschile, il calcio. Nel suo interessante intervento Stancati ha raccontato della propria esperienza personale, dell’essere giovane donna appassionata di sport e soprattutto di calcio, brava, ma femmina, quindi discriminata … forse anche perchè brava. ha raccontato della sua battaglia per essere accettata ma ha anche spronato le ragazze a non mollare, a non lasciare i propri sogni o ambizioni alla decisione di altri. Un discorso accorato e dal quale traspariva tutta l’esperienza anche di formatrice, di allenatrice di Stancati, che ha usato parole di incoraggiamento. Per poi passare ad individuare gli elementi che occorre combattere e che determinano l’allontanamento dallo sport soprattutto da parte delle giovani. Mancanza di modelli di riferimento, di una buona diffusione territoriale di strutture che consentano l’avvicinamento allo sport, di pregiudizi anche ma, soprattutto, di spinte sociali verso le quali le ragazze in generale sentono di dover rispondere. Lee ragazze, molto ricettive su questo tema, hanno interagito con partecipazione, evidenziando anche i temi del differente trattamento delle giocatrici rispetto ai giocatori, un percorso che sta cambiando ma dove c’è ancora  molto da fare. Un incontro quindi interessante che verrà replicato e approfondito nel corso dell’anno, alla ripresa della didattica in presenza. Un aiuto importante nella determinazione delle ragazze al quale ha contribuito in modo efficace l’intervento dell’avvocata Francesca Stancati e del Coni che rappresenta a Cosenza e che da tempo ha avviato programmi di studio e intervento nell’ambito delle pari opportunità nello sport.

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