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E’ la prima volta che accogliamo nella nostra Redazione una collaboratrice così giovane. L’abbiamo conosciuta durante l’esperienza di Prime Minister – scuola di politica per giovani donne – e da lì arrivare nella nostra realtà, per una ragazza con la passione per il giornalismo, il passo è stato più che breve.

Lasciamo a lei quindi la descrizione  della sua esperienza invitando tutti a leggere l’entusiasmo e, soprattutto, il senso di responsabilità che queste giovani donne sanno maturare così presto, facendoci ben sperare per il futuro. 

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Come poter descrivere Prime Minister? Attraverso una definizione oggettiva direi: “una scuola di politica per giovani donne di età compresa tra i 14 e i 19 anni, che intendono avere una visione più chiara del proprio ruolo in questa società, in termini di empowerment, autodeterminazione e, aggiungerei, con l’obiettivo di rafforzare le proprie conoscenze-competenze, per avere un impatto a medio/lungo termine su ciò che le circonda”.

 La proposta di aderire al percorso, arrivò da una mia professoressa; lei era a conoscenza del mio interesse verso i temi della parità di genere e della politica, così sottopose alla mia attenzione un percorso in grado di racchiudere contemporaneamente questi due macro-argomenti.

Lessi, documentandomi su cosa fosse Prime Minister, quanto scritto nella parte introduttiva della presentazione e quelle parole bastarono a convincermi ad inviare la candidatura, che per fortuna andò a buon fine.

Arrivò il giorno in cui l’esperienza avrebbe avuto inizio e come qualsiasi “primo giorno” che si rispetti, l’entusiasmo e l’agitazione facevano da padrone. Sin da subito però, l’ambiente che mi circondava si è rivelato essere familiare, accogliente, di ascolto; così oltrepassate tutte le consuete presentazioni, iniziammo a confrontarci e capire cosa ci avesse portate ad essere lì in quel momento. Ciò che ci accumunava era questo forte desiderio di apprendimento; apprendere tutti gli strumenti necessari per far sì che la propria voce potesse essere ascoltata con chiarezza, per poter essere cittadine attive e consce dei mezzi a propria disposizione per far del bene alla comunità.

Sappiamo la parità di genere essere un tema attualmente molto inflazionato, ma nella sostanza abbastanza lontano da una concreta attuazione. Prime Minister ha dato a noi tutte quel giusto contesto dove poter sbagliare, mettersi alla prova, dire la propria e apprendere che la parità è in realtà raggiungibile, ma è strettamente legata alle azioni che ognuno di noi compie e ancor prima alle conoscenze di cui disponiamo.

Una mente educata, aperta, sa riconoscere e contrastare situazioni in cui ad essere violata è la propria dignità (concetto che per me va oltre l’esser donna); in effetti tutti i temi di cui abbiamo parlato (indipendenza economica, corpo, patriarcato, politica, linguaggio, per citarne alcuni), non erano mai una sterile opposizione verso l’altro genere, bensì sottolineavano la necessità di fare rete, di far conoscere dati ed testimonianze anche ai ragazzi per, insieme,  costruire una società volta alla valorizzazione e al rispetto di tutte e tutti.

Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, una frase che sono sicura ognuno di voi ha letto o udito almeno una volta nella vita; se dovessi attribuire, alla mia esperienza, una frase di sintesi probabilmente sarebbe questa, perché ho capito che tutti nel nostro piccolo possiamo impegnarci per dare un significativo contributo alla realizzazione di una società migliore.

Prime Minster ha quindi forgiato una ragazza, una donna diversa da quella del “primo giorno”; più consapevole dei propri mezzi, sicura di poter trovare aiuto e ascolto in tante altre ragazze perché la sorellanza esiste, sicura di potere andare oltre quei confini imposti da stereotipi e consuetudini antiquate e destinate presto a scomparire.

Auguro a chiunque stia leggendo queste mie parole, di fare un’esperienza simile prima o poi, ma soprattutto di dar spazio alle proprie passioni, ai propri sogni e di farlo con il proposito di rendere, man mano, ciò che ci circonda un posto migliore per il prossimo.

 Mariapia Cicero

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