Antonio Tallura, Paolo Triestino, Vanessa Gravina

E’ sempre difficile portare in scena un giallo, se poi articolato come quelli di Agatha Christie allora diventa una impresa. E’ riuscita benissimo però, grazie ad AMA Calabria e ad un cast, diretto con efficacia, che ha portato in teatro pubblico numeroso e alla fine, soprattutto, entusiasta.

Un’opera geniale, una storia avvincente di giustizia, passione e tradimento in cui la posta in gioco è la vita di un uomo. ‘Testimone d’accusa’, uno dei lavori che maggiormente esalta la fervida scrittura di Agatha Christie, ha vissuto in Calabria due repliche entusiasmanti, nel Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme e il Teatro Comunale di Catanzaro, con la complicità delle interpretazioni magistrali di Vanessa GravinaGiulio Corso e Paolo Triestino. Lo spettacolo è stato organizzato da AMA Calabria, diretta da Francescantonio Pollice e sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Calabria.

Il racconto della Christie è riuscito a trasformare i due luoghi della cultura in un tribunale, coinvolgendo il pubblico con la vicenda legata a Leonard Vole (Giulio Corso), incolpato dell’omicidio dell’anziana Emily French. Un’accusa che sembra schiacciante. Il giovane nel tempo ha stretto amicizia con la ricca vecchia signora vittima, dalla quale ha ereditato tutti i suoi soldi e che, la notte del crimine, è stato visto con il sangue sui suoi vestiti.

Nel primo dei numerosi colpi di scena, sua moglie Romaine Heilger, interpretata da Vanessa Gravina, non sostiene il suo alibi e crea i presupposti per lo sviluppo dell’intera narrazione. L’atteggiamento della donna fa nascere qualche dubbio nell’avvocato Mayhew (Antonio Tallura) e nel Pubblico Difensore Sir Wilfrid Robarts (Paolo Triestino), che fanno intravedere la possibilità di un complotto contro il loro assistito Leonard Vole.

Nonostante sia stato scritto nel 1925, ‘Testimone d’accusa’ ha un fascino particolare che risiede nel testo perfettamente dinamico, la cui progressione degli accadimenti, sin dalle prime battute, non dà riferimenti al pubblico, distratto dalla sbalorditiva rivelazione di Romaine/Gravina. Nel tribunale si consumano i racconti di fatti e misfatti che lasciano presagire numerose soluzioni.

Con la sua regia Geppy Gleijeses ha saputo dare una lettura perfetta alla trasposizione teatrale del dramma giudiziario, rispettando la sceneggiatura di Agatha Christie e mantenendo i ritmi da lei conferiti all’intero testo. ‘Testimone d’accusa’ si avvale della carismatica interpretazione di Vanessa Gravina, austera nel suo ruolo ma anche abile trasformista, di Giulio Corso perfettamente inquietante e, al tempo stesso, ingenuo nei panni del presunto omicida, dell’avvocato Sir Wilfrid/Paolo Triestino, impeccabile nel tracciare i percorsi utili a non dare riferimenti al pubblico fino agli ultimi momenti dello spettacolo.

Una superba messa in scena alla quale non si sottrae l’intero cast arricchito dalla presenza fondamentale di Antonio Tallura, Erika Puddu, Bruno Crucitti, Leonardo Sbragia, Mohamed Yaser, Sergio Mancinelli e Paola Sambo, ai quali, nelle due serate, si sono aggiunti 6 giurati scelti tra il pubblico prima dello spettacolo. Una performance corale che non lascia mai intendere quale sia la verità e quale la finzione.

Questo di Agatha Christie non è un semplice giallo. E’ un mistero. Caratteristica della scrittrice che conduce gli spettatori attraverso diversi colpi di scena e ai suoi immancabili momenti divertenti a un finale inatteso. ‘Testimone d’accusa’ è stato un imperdibile momento di vero teatro, raro per la sua capacità di essere appassionante e magnificamente eseguito. I lunghissimi applausi finali sono stati il giusto riconoscimento all’elevata qualità attoriale, unita alla liberazione di aver conosciuto la conclusione dell’intero processo svoltosi nel teatro/tribunale.

La stagione teatrale di AMA Calabria proseguirà con altri due appuntamenti degni di nota. Giovedì 23 febbraio, al Teatro Comunale di Catanzaro, Nancy Brilli Chiara Noschese saranno le interpreti di ‘Manola’, di Margaret Mazzantini. La pièce scava nella complessità esistenziale e nell’essenza di due donne attraverso una prosa gradevole, ironica, surreale e lieve, ma allo stesso tempo sottile e imprevedibile, capace di incidere un segno tutt’altro che fugace, da cui in ogni spettatore si dirameranno confronti e pensieri.

Venerdì 24 febbraio, al Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme, sarà di scena ‘Uno, nessuno e centomila’, con Pippo Pattavina e Marianella Bargilli, una ironica, moderna, divertente, spiritosa versione teatrale del capolavoro di Luigi Pirandello: il suo romanzo per antonomasia.

I biglietti di ‘Manola’ potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro; i biglietti di ‘Uno, nessuno, centomila’ potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere a i seguenti numeri telefonici 0961.741241 e 0968.24580 o contattandoci alla mail info@amacalabria.org

FOTO: Antonio Tallura, Paolo Triestino, Vanessa Gravina