“Femmena ‘e nie’, femmena ‘e niente. Paura ‘e nie’, paura ‘e niente”. È da qui che tutto parte. Da un ritornello che ritorna, insiste, scava. Da parole che, ascoltate nelle aule dell’I.I.S. Einaudi-Alvaro di Palmi, hanno smesso di essere solo musica per diventare reazione e presa di posizione. È questo il filo che ha attraversato “Gener-Azione #Pari – Canzoni, Diritti e Costituzione”, il progetto promosso dal Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, che il 15 aprile 2026 alle ore 10 troverà il suo momento conclusivo all’Auditorium Santa Famiglia con l’evento “Figlia d’a tempesta: voci e suoni contro la discriminazione di genere”.

 

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Versi come quelli della travolgente “Figlia d’a tempesta”, della cantautrice La Niña, e tanti altri, non sono rimasti sospesi. Sono stati interrogati e ribaltati Perché dentro quei versi la formula si concentra una storia lunga: la parola che definisce le persone, soprattutto le donne, il peso di un’etichetta. E allora il lavoro nelle classi è diventato esattamente questo: smontare quel “femmena ‘e niente” e restituirgli significato. Far emergere la rabbia che “nun arreposa”, la stessa evocata nel testo, e trasformarla in consapevolezza.

Il percorso, avviato a dicembre 2025, ha coinvolto gli studenti del biennio con il supporto di alcuni alunni del triennio in veste di tutor, articolandosi in sei incontri nei diversi indirizzi dell’istituto: Istituto Tecnico Agrario, Istituto Tecnico Economico, IPIA – per gli indirizzi Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera e Manutenzione e Assistenza Tecnica – e nei Licei delle Scienze Umane, Linguistico ed Economico-Sociale. In ogni appuntamento, dopo i saluti istituzionali, il video del brano “Figlia d’a tempesta” di La Niña ha segnato l’inizio del confronto.

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Non un ascolto passivo. Piuttosto un ingresso diretto in un linguaggio vicino agli studenti, capace di aprire spazi di parola su temi complessi: la violenza di genere, il rispetto della persona, i diritti costituzionali. Il testo della canzone, con la sua tensione tra ferita e rivendicazione, ha offerto una chiave per leggere dinamiche quotidiane spesso normalizzate.

A guidare questo lavoro è stata l’avvocata Clara Tripodi, presidente del CPO, insieme al dottor Roberto Di Palma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, alla dottoressa Anna Curcuruto, esperta in reati telematici e social media, e alla dottoressa Maria Grazia Carnevale, psicologa dell’ASP di Reggio Calabria. I loro interventi hanno dato forma a un dialogo continuo con gli studenti, mettendo in relazione esperienza giuridica, competenze tecniche e lettura dei fenomeni sociali.

Accanto ai relatori, il contributo dell’Istituto Einaudi-Alvaro è stato centrale, sotto la guida della dirigente scolastica professoressa Mariarosaria Russo. I docenti del team bullismo e cyberbullismo – la professoressa Luciana Saffioti per il plesso ITA, la professoressa Sabrina Esposito per l’ITE, la professoressa Maria Dinaro per l’IPIA MAT, la professoressa Michela Papalia per l’IPIA EOA e il professor Fabio Palumbo per il Liceo – hanno accompagnato gli studenti lungo tutto il percorso, sostenuti dai collaboratori della dirigente, il professor Riccardo Rossetti e la professoressa Silvana Ottavia Morgante.

Un lavoro costruito anche attraverso momenti di confronto tra i membri del CPO e i docenti, tra cui lo stesso Di Palma, la dottoressa Curcuruto e la dottoressa Carnevale, per definire modalità e contenuti degli incontri.

Il 15 aprile sarà il tempo della restituzione. Gli studenti presenteranno i lavori realizzati, frutto di un percorso che ha trasformato un testo musicale in strumento di lettura del presente. Ad aprire la mattinata saranno i saluti istituzionali dell’onorevole Domenico Giannetta per la Regione Calabria, dell’europarlamentare Giuseppina Princi, della presidente del Tribunale di Palmi Natina Pratticò e dell’avvocato Angelo Rossi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi. Seguiranno gli interventi dei relatori.

A completare la giornata, i contributi dell’Associazione culturale Proagòn e della band musicale Nära Vän, che accompagneranno il racconto finale di un percorso nato tra i banchi e arrivato fino al palco.

“‘Sta femmena ‘e niente mo vò tutte cose”. Nel verso della canzone c’è già il passaggio decisivo: da definizione subita a desiderio dichiarato. È in questo spazio che si colloca “Gener-Azione #Pari”. Un lavoro che non si limita ad ascoltare una canzone, ma la attraversa, la mette in discussione e la restituisce, cambiata, nelle parole dei ragazzi.

 

Deborah Serratore

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