“Una casa dove abitano tutti”: il Mediterraneo al centro della XIII edizione del Festival Nazionale di Diritto e Letteratura “Città di Palmi”

PALMI – Pensare il Mediterraneo non come spazio da osservare ma come realtà da abitare e, più d’ogni altra cosa, da ripensare. È da questa tensione culturale e civile che prende forma la tredicesima edizione del Festival Nazionale di Diritto e Letteratura “Città di Palmi”, che quest’anno affronta un tema quanto mai attuale con un titolo particolarmente evocativo: “Una casa dove abitano tutti. Pensare mediterraneo tra letteratura e diritto”.

 

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L’obiettivo del Festival è interrogarsi sulla natura stessa del Mediterraneo, e chiedersi quindi se sia ancora soggetto della storia o soltanto il luogo in cui la storia accade.

I numerosi eventi in programma tenteranno soprattutto di comprendere se sia possibile elaborare oggi un autentico “pensiero mediterraneo”, in quanto tale capace di abitare la pluralità, accettare la complessità senza ridurla e costruire uno sguardo alternativo rispetto all’omologazione contemporanea trasformando il diritto non in un semplice sistema astratto di norme, ma in una pratica di convivenza e in uno strumento di mediazione tra differenze.

Il viaggio prende avvio mercoledì 15 aprile con la consueta sezione Festival On the Road / School, che coinvolgerà numerosi istituti del territorio: il Liceo “N. Pizi” di Palmi, il Convitto Nazionale “T. Campanella” e il Liceo “Campanella-Frangipane” di Reggio Calabria, l’I.I.S. “R. Piria” di Reggio Calabria, il Polo Liceale “M. Guerrisi – V. Gerace” di Cittanova, il L.I.S. “G. F. Gemelli Careri” di Taurianova, il Liceo Scientifico di Oppido Mamertina, il Liceo “G. Rechichi” di Polistena, l’I.I.S. “P. Galluppi” di Tropea, l’I.I.S. “L. Nostro – L. Repaci” di Villa San Giovanni e l’I.T.I.S. “M. M. Milano” di Polistena, portando il tema del Mediterraneo contemporaneo direttamente tra gli studenti.

A seguire, il Festival approda anche all’università coinvolgendo prestigiosi atenei su tutto il territorio nazionale, dalla LUISS di Roma all’Università di Torino, dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale all’Istituto Universitario Pratesi.

Giovedì 16 aprile all’Università Mediterranea di Reggio Calabria sarà il momento dell’altrettanto consueta sezione denominata “Aspettando il Festival”, presieduta e moderata dal prof. Daniele M.Cananzi, responsabile scientifico della manifestazione.

In tale ambito la sessione mattutina denominata “I linguaggi e le traduzioni” vedrà gli interventi, tra gli altri, di Maria Paola Mittica e di Alberto Vespaziani, mentre nel pomeriggio la sessione “Interculturalità del mondo sconfinato” coinvolgerà studiosi come Mario Ricca, Fabio Franceschi e Angela Busacca.

Venerdì 17 aprile il Festival entrerà finalmente nel vivo a Palmi, nella Sala Congressi dell’Hotel Stella Maris, con la sessione inaugurale dal titolo “Una porta senza casa è una casa senza porte”. Tra gli ospiti Joshua Evangelista, giornalista e scrittore, e Insaf Dimassi, attivista e ricercatrice, con un contributo per immagini di Francesco Piobbichi, artista e disegnatore impegnato sui temi delle migrazioni. A moderare gli interventi sarà il magistrato Ilario Nasso.

Nel pomeriggio, alle ore 15.30, uno degli appuntamenti più attesi: il “Processo al Mediterraneo”, presso l’Aula Scopelliti del Tribunale Penale di Palmi.

Andrà quindi in scena – è il caso di dirlo – un dibattimento simbolico che vedrà l’accusa sostenuta dal magistrato Antonio Salvati, ideatore del Festival, la difesa affidata al noto attore Patrizio Rispo e il ruolo di giudice ricoperto da Roberta Grazia Leotta dell’Università Cattolica di Milano.

Sabato 18 aprile si torna all’Università Mediterranea con una sessione – denominata “La pesca nel Mediterraneo tra letteratura e diritto” – interamente dedicata all’Avvocatura, già presente in virtù del patrocinio dei Consigli dell’Ordine di Palmi, Reggio Calabria e Vibo Valentia, con la prestigiosa partnership del Consiglio Nazionale Forense.

Nel pomeriggio della stessa data il Festival conclude la sua prima fase a Palmi, presso Villa Repaci, con “La grammatica della gioia mediterranea”: uno stimolante e originale dialogo tra parole e musiche che vedrà protagonisti Isabella Camera d’Afflitto, docente e studiosa di letteratura araba, e Vaggelis Merkouris, musicista e polistrumentista.

Il programma della manifestazione si estende però anche oltre le giornate centrali, con una serie di eventi speciali: l’8 maggio “Calabria Law and Humanities: Corrado Alvaro”; il 15 maggio, a Palmi, “Mediterraneo Express” con Giuseppe Cederna, attore e narratore indimenticabile protagonista del film di Gabriele Salvatores premiato con l’Oscar nel 1992; il 23 maggio “Mediterraneo, eterno femminile e diritto” con Caterina Caparello, scrittrice e giornalista; e il 30 maggio “Anno domini 2026: a cosa servono (ancora) i classici?”, con Daniele Ventre, curatore e traduttore di opere classiche.

Grande attenzione è riservata alle nuove generazioni. Il percorso dedicato ai più giovani si è aperto già nel mese di marzo con il Festival Kids, articolato tra scuole, Tribunale e Università Mediterranea, in collaborazione con il Kiwanis Club Palmi Piana di Gioia Tauro, attraverso laboratori, attività progettuali e momenti di restituzione pubblica.

Ad arricchire il programma anche il cineforum dell’Università Mediterranea, realizzato in collaborazione con il Circolo del Cinema Zavattini, con proiezioni dedicate al Mediterraneo e alle sue rappresentazioni, tra cui “Il mare nascosto” di Luca Calvetta e “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre”? di Billy Wilder.

In questo intreccio di incontri, voci e prospettive, il Festival Nazionale di Diritto e Letteratura “Città di Palmi” rinnova la propria vocazione: raccontare un Mediterraneo che non è nostalgia né emergenza, ma spazio vivo della complessità. Un luogo in cui il diritto diventa pratica di relazione, la letteratura strumento di comprensione e il pensiero un esercizio di apertura.

Perché “pensare mediterraneo” significa probabilmente proprio questo: abitare il confine senza semplificarlo, riconoscere l’altro senza ridurlo, costruire una casa comune capace di accogliere tutte le differenze.

 

Deborah Serratore

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