Cittadinanza italiana iure sanguinis: Genova riconosce i diritti degli emigrati

 

Sentenza storica: 24 cittadini peruviani ottengono il riconoscimento grazie alla linea di discendenza italiana

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Genova, 20 aprile 2026 – Il Tribunale di Genova ha riconosciuto la cittadinanza italiana a 24 cittadini peruviani discendenti da un emigrato ligure dell’Ottocento, assistiti dall’Avv. Laura Bonasera del foro di Palmi.

I ricorrenti hanno dimostrato la discendenza da Francesco Valega, nato nel 1815 a Spotorno ed emigrato in Perù, dove visse fino alla morte.

Il Ministero dell’Interno si era opposto sostenendo la perdita della cittadinanza sulla base del Codice Albertino del 1837, ritenendo che l’emigrazione stabile comportasse la perdita dei diritti civili.

Il Tribunale ha respinto questa impostazione, chiarendo che l’avo, essendo in vita al momento dell’Unità d’Italia, acquisì automaticamente la cittadinanza italiana.

La decisione ribadisce un principio fondamentale: la cittadinanza non si perde per il solo fatto di vivere all’estero, ma solo per rinuncia espressa o nei casi previsti dalla legge.

Particolarmente rilevante è il passaggio relativo alla trasmissione per linea materna, storicamente limitata dalla normativa del 1912.

La giurisprudenza costituzionale e di legittimità ha infatti superato tali discriminazioni, riconoscendo il diritto alla cittadinanza anche ai discendenti di donne italiane nati prima del 1948.

Il giudice ha inoltre ribadito che il diritto alla cittadinanza è permanente e imprescrittibile e può essere fatto valere direttamente davanti al giudice.

La sentenza si inserisce nel solco di un orientamento consolidato e rappresenta un precedente importante per migliaia di discendenti di emigrati italiani nel mondo.