Chi sono le governatrici e le senatrici elette.
La paura spinge la rivolta del voto. E dalla Georgia al New Mexico l’onda democratica ha il volto di donna. L’America che ha paura ha scelto chi finora era rimasta fuori dalla stanza dei bottoni.
Non è la prima volta che molte donne e, tra queste, appartenenti a minoranze etniche, vengano elette, ma sta succedendo soprattutto negli Stati cosiddetti “blindati” dai repubblicani.
Non mi entusiasmo molto, la domanda è perchè così tardi e perchè adesso. Sul perchè così tardi … abbiamo scritto molto su come il mondo sia ancora tanto indietro rispetto alla concreta parità di genere, soprattutto in politica. Sul perchè adesso… siamo in guerra, e storicamente quando c’è la guerra ci si ricorda delle donne, si rimettono in campo per così dire.
Polemiche a parte andiamo a vedere chi sono le donne elette:
- 100 deputate democratiche;
- almeno 17 governatrici, se confermati gli spogli sono un numero senza precedenti. Di queste 14 democratiche e 3 repubblicane.
- altre prime volte: Chris Pappas eletto al Senato, con suo marito a ringraziare dal palco; Byron Donalds, primo governatore repubblicano afroamericano eletto in Florida; Abdul El Sayed primo senatore musulmano, fortemente sostenuto da Barack Obama.
Toccante la frase di Keisha Lance Bottoms che ricorda le “spalle di acciaio” delle donne afroamericane che hanno lottato, sopportato e votato senza vedere mai una di loro alla guida di uno Stato americano. Adesso è arrivata lei, prima donna e prima persona nera a guidare la Georgia, portando lo Stato ai democratici dopo 24 anni.
Ricordo una bellissima copertina del Newyorker di qualche anno fa, un’ondata di donne e rappresentanti di minoranze che entrava nel Congresso USA. Un’onda colorata contro il grigiore delle categoria (anziano, uomo, patriarca) che rappresentava chi invece dentro al Congresso vedeva avvicinarsi l’onda. Non vedo l’ora di conoscere la prossima copertina.
Non è una vittoria delle “quote”, è una vittoria di donne politiche, che hanno affrontato in zone difficili avversari spesso sostenuti dalla Casa Bianca, una posizione guadagnata per la quale nessuno potrà dire “riservata”.
Resta ancora tanta strada da fare ma il segnale a livello globale può essere interessante. Il segno che l’elettore sceglie le donne quando vuole cambiare davvero. Quando ascolta le loro storie, fatte soprattutto, è il dato che emerge, di scelte personali, di condivisione in comunità che le sostengono.
Come nell’immagine le prime volte non sono un traguardo ma un porta che, una volta aperta, nessuno può richiudere. Su questo argomento torneremo presto.
Chi sono queste donne?
Governatrici. Oltre a Bottoms in Georgia, Deb Haaland in New Mexico diventa la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno Stato: già prima nativa a guidare un ministero federale, l’Interno, sotto Biden. In Texas Gina Hinojosa batte Greg Abbott e diventa la prima governatrice latina dello Stato, la prima democratica in oltre trent’anni. In Ohio Amy Acton, ex direttrice della sanità pubblica, sconfigge Vivek Ramaswamy, sostenuto da Trump, e diventa la prima donna eletta governatrice. In Minnesota Amy Klobuchar è la prima governatrice della storia dello Stato. Si aggiungono Hannah Pingree in Maine e Helena Foulkes in Rhode Island, mentre Kathy Hochul (New York), Maura Healey (Massachusetts) e Katie Hobbs (Arizona) vengono rielette. Sul fronte repubblicano confermano o conquistano il ruolo Sarah Huckabee Sanders, Kelly Ayotte e Marsha Blackburn. Il risultato è un record assoluto di donne alla guida degli Stati, oltre il tetto di 14 raggiunto finora.
Senatrici. In Minnesota Peggy Flanagan diventa la prima donna nativa americana eletta al Senato degli Stati Uniti. In Carolina del Sud la pediatra Annie Andrews firma la sorpresa della notte, strappando un seggio che i democratici non vincevano da questo secolo. In Alaska lo spoglio di Mary Peltola, yup’ik, prima nativa dell’Alaska eletta al Congresso, è ancora in corso. In Illinois era favorita Juliana Stratton: con lei, per la prima volta, tre donne nere siederebbero contemporaneamente al Senato, dove in tutta la storia ne sono passate solo cinque. Tra le repubblicane, Julia Letlow è la prima donna del suo partito eletta senatrice in Louisiana.
Deputate. Per la prima volta più di cento donne democratiche siederanno alla Camera. E molti dei seggi strappati ai repubblicani portano firme femminili: Christina Bohannan, Lindsay James e Sarah Trone Garriott in Iowa, Rebecca Cooke in Wisconsin, Denise Powell in Nebraska, Katy Padilla Stout in Texas.
Raffaella Rinaldis
Direttora di FìmminaTV


