Giovanni Calabria in Villa Mazzini: «Palmi deve tornare a programmare il futuro»
PALMI – Una città che smetta di rincorrere le emergenze e torni invece a costruire il proprio futuro attraverso programmazione, ascolto e presenza sul territorio. È questa la visione delineata da Giovanni Calabria, candidato a sindaco di Palmi, nel corso del comizio tenuto domenica 17 maggio 2026 alle ore 19 in Villa Mazzini.
Un intervento lungo e articolato, nel quale Calabria ha toccato i principali temi amministrativi della città, alternando proposte programmatiche, riflessioni sul modello di sviluppo del territorio e passaggi più personali e politici legati al clima della campagna elettorale.
«Una Palmi che torna a programmare il futuro invece di rincorrere», ha dichiarato in apertura, indicando come priorità la manutenzione urbana, l’efficienza amministrativa e l’attenzione ai quartieri periferici.
Tra i primi temi affrontati, quello della manutenzione del territorio. Calabria ha annunciato l’intenzione di avviare nei primi cento giorni di amministrazione una mappatura completa delle criticità cittadine per superare la logica degli interventi straordinari effettuati soltanto in presenza di proteste o emergenze. «I cittadini delle periferie hanno gli stessi diritti di chi vive al centro», ha sottolineato.
Ampio spazio è stato poi dedicato all’emergenza idrica, definita una questione centrale per la qualità della vita dei cittadini. Per Calabria l’acqua rappresenta «un bene essenziale e un diritto di tutti» e richiede interventi strutturali sulla rete, una riduzione degli sprechi e il contrasto agli allacci abusivi, con l’obiettivo di garantire un servizio più efficiente ed equo.
Il candidato ha inoltre parlato della necessità di rendere pienamente fruibile il litorale in vista della stagione estiva, collegando il tema della cura del territorio a quello più generale dell’efficienza amministrativa. Da qui la proposta di riorganizzare gli uffici comunali, digitalizzare i servizi e valorizzare il personale, senza però trasformare il rapporto tra cittadini e Comune in un sistema impersonale. «Non possiamo passare da una burocrazia cartacea a una burocrazia digitale», ha osservato, ribadendo l’importanza del contatto umano e dell’ascolto diretto.
Uno dei capitoli centrali del suo programma riguarda il turismo. Secondo Calabria, Palmi non può continuare a vivere di turismo soltanto per poche settimane all’anno, ma deve diventare una città turistica organizzata, attrattiva e capace di competere nei mercati nazionali e internazionali. Una sfida che, secondo il candidato, passa anche attraverso il rafforzamento della ricettività alberghiera e l’attrazione di investimenti privati.
La proposta illustrata punta a un sistema integrato di valorizzazione del territorio fondato su turismo balneare, culturale e identitario. Calabria ha richiamato il ruolo di luoghi simbolici come Villa Repaci, la Casa della Cultura, da Calabria definita “chiusa” ma in realtà aperta e funzionante. Dal Parco Archeologico dei Tauriani e il Teatro Manfroce (al momento chiuso ma definito da Calabria non completamente funzionante al momento della chiusura, ciò assolutamente non vero perchè le rassegne teatrali degli “Amici della Musica hanno riscosso coi loro spettacoli grande successo). Il candidato Calabria ha immaginato una rete culturale capace di collegare Palmi agli altri centri della provincia attraverso percorsi archeologici, letterari e naturalistici.
Tra le idee presentate anche la creazione di un parco letterario dedicato a Leonida Repaci, con percorsi culturali legati alla vita e all’opera dello scrittore, e un “parco della musica” capace di valorizzare musicisti, quartieri, scalinate, sentieri storici e luoghi della memoria attraverso eventi diffusi e collaborazioni con istituzioni musicali.
Secondo Calabria il turismo deve poggiare anche su un rapporto stabile con operatori turistici e attività ricettive. «Più turismo significa più lavoro, più economia e più opportunità per i giovani», ha affermato.
Ed è proprio ai giovani che il candidato ha dedicato una parte significativa del suo intervento. «Una città che perde i suoi ragazzi perde energia, idee e soprattutto perde il futuro», ha dichiarato, annunciando l’intenzione di recuperare immobili pubblici inutilizzati per trasformarli in spazi dedicati allo studio, alla formazione e al coworking.
Il programma prevede inoltre investimenti nella formazione gratuita sul digitale, sulle lingue e sull’intelligenza artificiale, oltre alla creazione di hub tecnologici destinati a giovani professionisti e start-up. Calabria ha anche parlato della necessità di rafforzare il rapporto tra Comune, scuole, Consulta giovanile e Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, affinché le nuove generazioni diventino parte attiva della vita pubblica cittadina. «I giovani non sono il futuro – ha detto – sono già il presente di questa città».
Accanto ai giovani, centrale anche il tema della scuola, definita «un presidio educativo e culturale fondamentale». Calabria ha ricordato il ruolo storico di Palmi come polo scolastico di riferimento per l’intero territorio provinciale e ha annunciato investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, oltre a un dialogo costante con dirigenti, docenti, studenti e personale.
Dalla scuola il discorso si è spostato naturalmente sulla cultura, che Calabria ha definito non un lusso, ma «identità, crescita, turismo, economia ed educazione». In quest’ottica ha rilanciato il ruolo della Casa della Cultura e del Teatro Manfroce, criticando quelle strutture che, secondo lui, sarebbero state inaugurate senza diventare realmente operative per la comunità.
L’obiettivo dichiarato è riportare Palmi al centro della scena culturale del territorio attraverso festival, premi letterari, incontri ed eventi artistici. Nel suo intervento Calabria ha citato il Palmi Film Festival, il Premio Letterario Città di Palmi e il Festival Nazionale del Diritto e della Letteratura come esempi di un patrimonio culturale da consolidare e rilanciare.
Particolarmente sentita la parte dedicata alla Varia di Palmi, patrimonio UNESCO inserito nella rete delle Grandi Macchine a Spalla insieme alle celebrazioni di Viterbo, Sassari e Nola. Calabria ha sostenuto che negli ultimi anni vi sia stato uno scollegamento dal progetto UNESCO e un utilizzo troppo politico della festa, con il rischio di impoverirne il valore culturale e identitario.
Per il candidato la Varia deve tornare a essere il cuore della comunità e uno dei principali motori di sviluppo culturale e turistico del territorio. Da qui la proposta di valorizzare maggiormente gli ‘mbuttaturi, creare una sede stabile per il sodalizio e istituire un comitato scientifico permanente dedicato alla tutela e alla valorizzazione della festa.
Un altro passaggio importante del comizio ha riguardato lo sport. Calabria ha distinto tra semplice attività ricreativa e pratica sportiva organizzata, sostenendo che lo sport richieda programmazione, continuità, strutture adeguate e capacità economica.
Pur riconoscendo il valore dei campetti di quartiere come luoghi di aggregazione, il candidato ha evidenziato come il vero problema non sia il numero degli impianti presenti, ma verificare quanti siano realmente agibili, omologati e completati. Calabria ha criticato l’idea di demolire alcune strutture esistenti senza aver prima individuato alternative concrete, citando il caso del “Lo Presti”.
Da qui la proposta di una ricognizione complessiva del patrimonio sportivo comunale, con l’obiettivo di completare gli impianti incompiuti e mettere a norma quelli esistenti. Solo successivamente, secondo Calabria, sarà possibile guardare alla realizzazione di una cittadella dello sport moderna e integrata, capace di attrarre eventi e diventare punto di riferimento per l’intero comprensorio.
Sul piano economico e tributario il candidato ha parlato della necessità di una gestione più equa e trasparente delle risorse pubbliche. «Pagare tutti per pagare di meno» è stata la sintesi del suo ragionamento, fondato sul contrasto all’evasione tributaria e sulla revisione delle tariffe comunali.
Tra le proposte illustrate anche una modifica del regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, con una differenziazione tra alta e bassa stagione e una riduzione della pressione fiscale per parte dell’anno sulle attività economiche. Calabria ha assicurato di non voler fare «promesse irresponsabili», ma di voler utilizzare ogni strumento possibile per sostenere cittadini e attività produttive.
Accanto a questo, ha rilanciato il tema della partecipazione democratica, proponendo bilancio partecipato, assemblee pubbliche nei quartieri, strumenti digitali per segnalazioni e proposte e una comunicazione amministrativa più chiara e trasparente. «Noi non immaginiamo cittadini spettatori – ha dichiarato – li immaginiamo protagonisti». Calabria ha inoltre promesso di dedicare almeno due giorni a settimana all’ascolto diretto dei cittadini.
Ampio spazio anche al governo del territorio e alla pianificazione urbanistica. Calabria ha criticato le trasformazioni urbanistiche degli ultimi decenni, giudicate troppo spesso prive di una visione complessiva e scarsamente sostenibili. Secondo il candidato è necessario restituire ai cittadini regole certe e uguali per tutti, sanando ciò che è consentito dalla normativa ma imponendo il completamento degli immobili incompiuti secondo criteri estetici precisi.
Particolarmente approfondito anche il tema della sanità. Calabria ha definito il nuovo ospedale della Piana una delle infrastrutture più importanti dell’intero territorio regionale, parlando di un investimento da circa 300 milioni di euro destinato a cambiare il volto socioeconomico dell’area.
Secondo il candidato, Palmi deve prepararsi a questa trasformazione costruendo attorno all’ospedale servizi, attività economiche e opportunità occupazionali. Calabria ha parlato anche della possibilità di realizzare una metropolitana di superficie che riprenda il tracciato della vecchia ferrovia calabrese per collegare il territorio alla nuova struttura sanitaria.
Ha poi richiamato il ruolo della Casa della Comunità di Palmi, sostenendo la necessità di consolidare e potenziare i servizi sanitari già presenti attraverso il dialogo con le istituzioni regionali. Tra i primi atti annunciati, anche la proposta di una commissione consiliare speciale dedicata al monitoraggio della costruzione del nuovo ospedale della Piana.
La parte conclusiva del comizio ha assunto toni più personali e politici. Calabria ha criticato quella che ha definito la logica del “pensiero unico”, rivendicando il valore del pluralismo democratico e del confronto delle idee.
Dal palco ha chiesto scusa ai propri sostenitori e candidati, ricordando come alcuni di loro siano stati definiti «gentaglia» e abbiano subito «offese, ingiurie e mortificazioni» soltanto per aver espresso liberamente una scelta politica diversa. «Vi chiedo scusa io per loro», ha dichiarato rivolgendosi direttamente al pubblico presente in Villa Mazzini.
«La democrazia vive nel confronto delle idee, non nel pensiero unico», ha affermato, contrapponendo agli attacchi personali un’idea di amministrazione fondata su ascolto, rispetto e vicinanza alla gente.
Uno dei passaggi più sentiti è stato quello dedicato alla propria esperienza personale. «Non ho studiato per diventare un politico, ma da sessant’anni studio per essere un uomo», ha dichiarato Calabria, definendo la propria scuola quella del servizio, del contatto quotidiano con la gente e dell’esperienza maturata accanto alle persone nei momenti più difficili.
Per Calabria amministrare significa comprendere i bisogni delle persone, avere equilibrio, credibilità e capacità di ascolto. «Servono certamente competenze amministrative – ha detto – ma servono anche buon senso, umiltà e capacità di stare tra la gente».
In chiusura il candidato ha chiesto ai cittadini «una possibilità» per dimostrare insieme alla propria squadra che esiste «un modo diverso di amministrare: più vicino alla gente, più concreto, più umano».
«Questo sono io, con i miei limiti certamente, ma sempre con rispetto, correttezza e amore per questa città. Viva Palmi», ha concluso tra gli applausi del pubblico.
Deborah Serratore




