sentenza europa 1Spinta europeista per il giudice monocratico che ha emesso il verdetto oggi, dopo tre lunghe ore di dibattito. A formare i capi d’accusa, ristretti in quattro macroargomenti (giustizia sociale, migrazioni, sicurezza, politiche giovanili) i ragazzi del Liceo Scientifico di Gioiosa Jonica e dell’Istituto Tecnico per il Turismo di Marina di Gioiosa Jonica. A coordinare la difesa il prof. Piervirgilio Dastoli, presidente del CIME e il team della Europe Direct Calabria&Europa di Gioiosa Jonica. Più che capi d’accusa erano veri e propri confronti tra i giovani studenti che hanno dimostrato, da una parte, di comprendere e amare l’istituzione Europa ma, dall’altra, consapevoli che forse qualcosa sta sfuggendo di mano. Troppa burocrazia e nazionalismi o perdita dell’orizzonte primo che i padri fondatori avevano nel costruire l’Unione europea?

La requisitoria finale ha posto una serie di domande che ancora riecheggiano nell’aula del Castello di gioiosa, dove si è svolto l’evento. “Basta quello che sta facendo l’Ue?”, “Le disparità si stanno colmando?”

E’ stata però l’arringa conclusiva del professore Dastoli a porre un punto fermo. “Dobbiamo chiederci se abbiamo bisogno di più Europa o meno Europa“, insomma, è il momento di uno slancio di unità che potrebbe cambiare le cose?

Ebbene… la sentenza è stata chiara ” Il nostro sarà un giudizio sospensivo. L’Europa è per alcuni versi colpevole e per altri innocente. Più che giudicare l’Europa, dovremmo valutare noi stessi. Cosa fanno i singoli Paesi per l’UE? L’Unione è una …. la nostra patria è una e si chiama Europa. Quindi sciogliamo la riserva e il giudizio è positivo:  Pro Europa!”

Insomma, i giovani vivono fortemente l’Europa, con i suoi contrastanti effetti e la sua complessa identità ma, finalmente, considerata come unità  cui si appartiene.

 

(nelle foto: l’arringa del prof Piervirgilio Dastoli, presidente Cime – alcuni dei ragazzi dell’accusa)

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