Equosud: la rete calabrese che scommette su un’economia solidale, consapevole e accessibile a tutti

 

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Un’economia diversa è possibile. Più giusta, più vicina ai territori, capace di sostenere i lavoratori locali, le microeconomie e il diritto di tutti ad un consumo consapevole. È questa la visione che anima Equosud – Autoproduzioni Equosolidali, realtà nata ventiquattro anni fa all’interno delle lotte territoriali calabresi e oggi tra i principali motori della rete regionale dell’economia solidale.

 

Un progetto che affonda le proprie radici nell’impegno sociale e politico — «politica con la P maiuscola», come amano definirla i suoi promotori — e che punta a superare l’idea di un semplice commercio alternativo per costruire, invece, un modello basato su mutualismo, cooperazione e responsabilità collettiva.

 

L’obiettivo è chiaro: sostenere i produttori locali, valorizzare il lavoro etico e contrastare gli effetti della grande distribuzione che, negli anni, ha progressivamente impoverito le economie di prossimità e cancellato molte piccole produzioni territoriali.

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Al centro dell’esperienza di Equosud c’è il concetto di spesa collettiva e consapevole. Non una semplice lista di prodotti, ma un circuito costruito attorno a persone, pratiche e scelte produttive ritenute virtuose. Ogni acquisto, in questa logica, diventa uno strumento capace di finanziare filiere sane, rispettose del lavoro e attente alla qualità.

 

Ma la sfida va oltre la sola sostenibilità. Per Equosud, infatti, il biologico non può essere un privilegio destinato a pochi né un consumo di nicchia riservato a chi può permetterselo.

 

«Vogliamo liberare il biologico» è il messaggio che accompagna il progetto: rendere i prodotti sani, etici e rispettosi dell’ambiente realmente accessibili a tutti, anche nei quartieri popolari e nelle periferie, dove il potere d’acquisto impone equilibri diversi. Una sfida complessa, che richiede un costante lavoro di mediazione tra la tutela del produttore — anch’egli lavoratore da difendere — e le esigenze concrete dei consumatori.

 

La rete sta crescendo in tutta la Calabria, coinvolgendo realtà attive nel Reggino, nel Vibonese, nel Catanzarese e in altri territori regionali. Mancano ancora alcune aree, soprattutto per questioni logistiche, ma il percorso di espansione è in pieno sviluppo.

 

Elemento fondamentale del progetto è il “paniere dei prodotti”, costruito attraverso oltre vent’anni di lavoro di selezione, verifica e confronto. Ogni prodotto inserito viene analizzato e valutato prima di entrare nel circuito. Il paniere viene aggiornato ogni quindici giorni, scandendo il ritmo delle campagne di spesa collettiva organizzate contemporaneamente in più province calabresi.

 

La logistica ruota attorno a Rosarno, punto di smistamento dove convergono produttori e referenti dei gruppi di acquisto solidale, in un sistema organizzativo condiviso che punta a rafforzare la cooperazione territoriale.

 

Ma Equosud non si occupa soltanto di alimentazione e agricoltura. All’interno della rete trovano spazio anche artigianato, turismo sostenibile, percorsi esperienziali, recupero dei materiali e sartorie sociali.

 

Proprio sul fronte delle sartorie sociali sta prendendo forma un interessante percorso nazionale nato dall’incontro tra Calabria, Toscana e Marche: esperienze che, attraverso il recupero dei tessuti, il riciclo creativo e il lavoro collettivo, promuovono inclusione sociale, sostenibilità e nuove forme di produzione artistica e comunitaria. Tra le realtà coinvolte figurano anche esperienze legate al lavoro dei migranti e a gruppi femminili impegnati nel riuso creativo dei materiali.

 

L’idea di fondo resta sempre la stessa: uscire dalle logiche dell’individualismo e riscoprire il valore della cooperazione.

 

«Le cose funzionano quando si costruiscono insieme» è il principio che guida un’esperienza che continua a crescere mettendo al centro relazioni, mutualismo e partecipazione.

 

A raccontare il progetto e il lavoro della rete sono Mimmo Tramontana e Lorenzo Galli, tra i referenti attivi degli incontri pubblici e delle attività di sensibilizzazione sul territorio.

 

Quello di Equosud rappresenta soltanto un primo sguardo su una realtà articolata e in continua evoluzione, destinata ad aprire nuove riflessioni sui temi dell’economia solidale, dell’accessibilità, del lavoro etico e delle reti territoriali di cooperazione.

 

Deborah Serratore

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