Il progetto “Dopo di Noi” nasce per accompagnare persone con disabilità in un percorso concreto di crescita, autonomia e autodeterminazione, con l’obiettivo di preparare il futuro “dopo” l’assenza dei genitori, attraverso esperienze quotidiane, relazioni e competenze spendibili nella vita reale. Avviato nel mese di luglio, il progetto si è sviluppato nel corso di diversi mesi grazie al lavoro congiunto di istituzioni, operatori e realtà del territorio.
In questo solco si è inserito l’evento finale del progetto, svoltosi giovedì 11 dicembre presso la Biblioteca Comunale di Gioia Tauro, in località “Le Cisterne”, momento di restituzione pubblica del lavoro svolto. La serata si è articolata negli esercizi di ginnastica eseguiti dai ragazzi, guidati da Cristian Rechichi per Cross Disability, e nello spettacolo teatrale portato in scena dagli stessi partecipanti insieme ai ragazzi del laboratorio teatrale, sotto la direzione del maestro di teatro Antonio Giordano.
Non è stato un punto di arrivo, ma un passaggio decisivo. L’evento conclusivo del progetto “Dopo di Noi”, promosso dall’Ambito Territoriale Sociale di Rosarno in collaborazione con il Comune di Rosarno e il Comune di Gioia Tauro, ha restituito il senso profondo di un percorso che, a partire da luglio, ha accompagnato ragazzi con disabilità verso esperienze concrete di autonomia, relazione e libertà quotidiana.
Finanziato attraverso il Fondo Nazionale per il “Dopo di Noi”, il progetto è stato ideato e realizzato dall’Ambito territoriale sociale di Rosarno, con il coinvolgimento delle cooperative Metauros, rappresentata da Nadia Deleo, e Vitasì, rappresentata da Patrizia Misale, insieme a realtà del territorio che hanno creduto in una progettazione condivisa, tra cui Cross Disability, con il supporto attivo delle amministrazioni comunali di Rosarno e Gioia Tauro.
A delineare il senso del percorso è stata l’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Gioia Tauro, Mariangela Giovinazzo, che ha raccontato un lavoro capace di uscire dai confini delle attività formali per diventare vita vissuta. Mesi di impegno hanno permesso ai ragazzi di sperimentarsi fuori casa: dalla palestra ai laboratori di cucina, dalle giornate al mare ai viaggi in autonomia, fino all’educazione agli acquisti, vissuta anche fuori regione, a Palermo, coinvolgendo direttamente le famiglie.
Proprio il ruolo dei genitori ha rappresentato uno dei nodi più significativi del progetto. Accompagnare, fidarsi, lasciare spazio. Un processo possibile grazie a scelte coraggiose e a una sinergia reale tra istituzioni, cooperative e territorio.
Al centro di tutto, i ragazzi. Non come categoria, ma come persone. Con capacità, desideri, risorse da far emergere.
Determinante il contributo della cooperativa Metauros, con la testimonianza di Nadia Deleo, che ha raccontato un percorso intenso, concentrato in pochi mesi ma vissuto fino in fondo. Piccole conquiste quotidiane – uscire da soli, fermarsi per un caffè, fare la spesa, allenarsi in palestra – hanno assunto il valore di tappe fondamentali verso l’autonomia, restituendo fiducia e consapevolezza.
Accanto a questo lavoro, l’impegno di Cross Disability, con Cristian Rechichi, che ha riportato l’attenzione sullo sguardo degli adulti. «I ragazzi sono capaci di fare qualsiasi cosa se trovano pazienza, competenza e percorsi veri. Le persone non si parcheggiano: si costruiscono possibilità».
Profonda e autentica la testimonianza della dottoressa Mariagrazia Elia, dirigente dell’Ambito Territoriale Sociale di Rosarno. Dopo aver portato i saluti dell’ingegnere Demetrio Cento, supporto dell’Ufficio di Piano, Elia ha ricordato come i limiti siano spesso nello sguardo di chi osserva.
Il momento più intenso della serata è stato dedicato ai veri protagonisti del progetto: Roberto, Maria Rosaria, Cristina, Marina, Chiara, Toni, Giovanni e Rosario.
Lo spettacolo teatrale finale, realizzato in collaborazione con Arci Palmi, presieduta da Carmelo Managò, e con il gruppo teatrale diretto dal maestro Antonio Giordano, è stato costruito attorno al “Villaggio delle emozioni”, restituendo in forma artistica il percorso interiore compiuto dai ragazzi.
A chiudere, la lettura di una poesia del laboratorio teatrale, asciutta e diretta, capace di spostare lo sguardo dalla disabilità come etichetta alla fragilità come condizione umana.
Nel corso della serata è intervenuto anche il vicesindaco di Gioia Tauro, Totò Parrello, che ha parlato di un “mondo di emozioni” capace di coinvolgere e restare.
A chiudere gli interventi, i ringraziamenti istituzionali. Mariangela Giovinazzo ha espresso gratitudine ai professionisti, agli operatori e ai genitori. Molto sentito anche l’intervento del sindaco di Rosarno, Pasquale Cutrì, responsabile dell’Ambito Territoriale Sociale, che ha definito la serata «un regalo incommensurabile».
Il “Dopo di Noi” non ha offerto risposte definitive. Ha aperto strade, mostrato possibilità, ricordato che l’autonomia è qualcosa che si costruisce insieme, con pazienza e rispetto.
Deborah Serratore






