Come scompaiono i calendari

Nico Serratore e la sua opera prima “Come scompaiono i calendari”

Scheda Tecnica

Autore : Nico Serratore

Titolo : Come scompaiono i calendari

Editore : Fallone Editore

Data di pubblicazione : 20 marzo 2025

Pagine : 104

Lingua : Italiano

ISBN-10 8885535720

ISBN-13 978-8885535725

« …un’indagine in versi sul mistero del tempo, la ricerca dell’incontro nelle dimensioni del Chrònos e del Kairòs, un sentiero nel tempo musicale e in quello spirituale, un tentare il tempo senza tempo che è il raggiungimento e l’estasi immaginifica della Poesia»

( Gianpaolo G. Mastropasqua )

 

Nico Serratore, poeta eclettico dell’introspezione e del tempo.

Il poeta eclettico Nico Serratore, originario di Lamezia Terme, è laureato in Lettere all’Università di Firenze e vive da anni il mondo della scuola come docente e formatore nelle scuole pubbliche di Lamezia. Alla didattica affianca un forte impegno culturale: nel 2013 ha dato vita al Premio Internazionale Ali sul Mediterraneo – LibriCultura Festival, un progetto cresciuto nel tempo fino a raggiungere l’undicesima edizione e a coinvolgere diverse città, in Italia e all’estero. Il Festival propone incontri, conferenze e laboratori dedicati al libro, alla lettura e alla valorizzazione dei territori, con particolare attenzione ai concorsi di scrittura creativa e arte rivolti agli studenti. Alla base del progetto c’è l’idea ambiziosa del nostro poeta di ridare vitalità culturale ad alcune aree del Sud, contrastare lo spopolamento dei borghi e rimettere in circolo pensieri, storie e dialoghi, nell’attesa di un ritorno possibile e di una scelta di restare. Una sorta di confronto tra realtà conviventi che non sempre si conoscono tra loro.

Prima di dedicarsi prevalentemente alla formazione, Nico Serratore ha avuto un’intensa esperienza nel mondo della musica, collaborando con produttori di rilievo ed etichette importanti come Sony, Warner e Universal. Successivamente ha fondato la VespOne Band, con cui si è esibito in concerti in Italia e in Svizzera. Perciò Serratore oltre aggiunge ai suoi talenti anche quello di musicista.

È inoltre ideatore di “Scuola di Felicità”, un progetto didattico multidisciplinare che unisce scrittura creativa, motivazione personale e cooperazione, sperimentato sia all’interno che all’esterno degli ambienti scolastici.

Appassionato di ambiente, geografia e viaggi, alterna l’insegnamento alla progettazione di itinerari culturali e cammini legati a un’idea di turismo sostenibile. Collabora attivamente con il mondo dell’associazionismo e da oltre quindici anni sostiene le iniziative di Save the Children.

Nico Serratore

« Come scompaiono i calendari » – Il tempo come fuga e ritorno da sé, forma tangibile della nostra vita e anima

« Come scompaiono i calendari » è l’opera prima di Nico Serratore. Una raccolta poetica che descrive il tempo come fuga e ritorno da sé. Non una forma astratta come siamo abituati a percepirla, ma tangibile, messaggio di ciò che stiamo affrontando nella nostra vita e che l’anima cerca di comunicarci. Un poema diviso in due sezioni che mette a confronto Chrònos, ovvero il tempo quantitativo, misurabile e sequenziale con Kairòs che invece si riferisce al tempo qualitativo, l’attimo propizio in cui accade qualcosa di speciale e significativo. Quella di Serratore è una poesia riflessiva, scandita da ritmi e pause che privilegia il momento delle trasformazioni piuttosto che quello lineare del Chrònos. Un tempo ordinario che appare parallelo a quello dell’arte. Considerato come opera prima di un autore eclettico, il poema è ricco di richiami al simbolismo, musicalità e spiritualità. Uno stile, quello del nostro autore, lodato dal poeta e musicista Gianpaolo Mastropasqua come ermetico con ascendenze futuriste grazie all’utilizzo di alcune rime, assonanze, anafore, l’uso del “che” e “tra” a inizio versi. La stessa terminologia utilizzata è come se riproducesse suoni e musica. Altra tematica importante del poema è il richiamo alla memoria. Versi che, ad impatto, mi hanno ricordato il quadro di Salvador Dalì “La persistenza della memoria”; gli orologi sformati, sciolti, richiamano un rifiuto al tempo che tende a controllarci e scandisce ogni attimo della nostra quotidianità. « Come scompaiono i calendari » è diviso in due sezioni; La forma del tempo e La forma delle nuvole. Nella prima parte appare un “Io” frammentato, disunito, disadattato. Nella seconda invece una sorta di ritorno alla propria identità, alla propria terra che nonostante il caos diventa per quell’ “Io” radici solide. Un ritorno alla terra natia, la Calabria, anche se mai esplicitato, che agisce come sottofondo identitario che rafforza il percorso dell’Io poetico, conferendo alla raccolta una profondità ulteriore e un senso di riconciliazione finale. In « Come scompaiono i calendari » , ciò che resta è la voce dell’anima. Nel poema il tempo non viene contato quantitativamente, ma attraversato; non scandito, ma ascoltato e vissuto. Tra fratture dell’Io, memoria e radici, la poesia di Nico Serratore si fa luogo di riconciliazione, dimostrando che l’unico tempo autentico è quello in cui riusciamo, finalmente, a riconoscerci.

Jessica Malagreca

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