PALMI – C’è un momento, al calar del sole, in cui il mare sembra trattenere il respiro e il cielo si fa palco naturale. È lì che la musica incontra il paesaggio, trasformandolo in esperienza viva e irripetibile. È accaduto il 20 agosto, con Tramonti musicali, l’iniziativa che ha intrecciato hiking e concerto lungo il sentiero del Tracciolino, regalando ai partecipanti un tramonto che si è fatto sinfonia.

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Promossa dall’Associazione culturale Fogghi di Luna, la serata è nata dalla collaborazione tra Eugenio Crea e Alberto Idà, docente del Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, e ha condotto il pubblico in cammino da Piazza I Maggio fino all’Acqua dei Cacciatori. Tra scorci mozzafiato e il lento declinare della luce, le note hanno trovato spazio per risuonare come parte stessa del paesaggio.

 

Sul filo dell’orizzonte hanno preso vita le esecuzioni di cinque giovani musicisti del Conservatorio reggino: Aurora Foti (voce e violino), Francesco Geria (chitarra), Alice Gangemi (percussioni), Laura Gangemi (violino) e Alba Orlando (violino). Un repertorio raffinato e sorprendente ha intrecciato classico, pop e jazz: da Serenata di Cilea alle composizioni originali di Aurora Foti (Delusione e Palmi new era), da Lennon e McCartney (And I love Her) fino a brani intramontabili come Almeno tu nell’universo di Mia Martini e Luce di Elisa.

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Tra i protagonisti spicca proprio Aurora Foti, giovanissima ma già capace di imprimere al concerto una direzione artistica personale. Lo scorso anno è stata tra i vincitori del premio per le Esibizioni Live presso il Cortile Studio di Milano e a maggio ha registrato nello stesso studio il brano con cui si è affermata, guidata da due produttori professionisti. Una voce intensa, unita al violino, che ha saputo farsi eco del tramonto e al tempo stesso promessa di futuro.

 

«Tutto nasce dalla volontà di valorizzare ciò che più caratterizza Palmi: il paesaggio – ha raccontato Eugenio Crea di Fogghi di Luna –. È la nostra identità più profonda, fonte di ispirazione per pittori, scultori, scrittori e musicisti di ieri e di oggi. Con Fogghi di Luna ci auguriamo di dar vita, in futuro, a un festival che ogni anno celebri il paesaggio attraverso arti e linguaggi diversi».

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A sottolineare lo spirito del progetto è stato anche Alberto Idà:

«Gli studenti non sono miei allievi diretti, io insegno pianoforte, ma ho contattato personalmente Aurora Foti, che ha poi formato il gruppo insieme agli altri musicisti. Hanno scelto in totale autonomia il programma, organizzandosi nelle prove e decidendo cosa proporre. Il nostro compito è stato soltanto quello di dar loro lo spazio necessario per esprimersi senza pressioni».

 

Il pubblico, limitato a cinquanta posti, ha risposto con entusiasmo: in pochi giorni i posti disponibili sono andati esauriti, segno del desiderio di vivere esperienze che fondono natura e cultura in un’unica emozione.

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E così, mentre il sole scivolava dietro l’orizzonte e il mare si tingeva di rosso, Palmi ha mostrato la sua anima più autentica: un luogo dove il paesaggio non è semplice scenario, ma voce, ispirazione, identità. Con Tramonti musicali, quel paesaggio si è fatto musica, e la musica – per una sera – si è confusa con il vento e con la luce, restando nell’anima come il ricordo di un tramonto che non finisce.

 

Deborah Serratore

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