Un tardivo mea culpa dopo anni di violenza digitale

 

Roma, 28 agosto 2025 – “Non siamo riusciti a fermare i comportamenti tossici”. Così lo staff di Phica.net ha annunciato la chiusura del forum che per quasi vent’anni ha raccolto e diffuso immagini rubate, manipolate e pubblicate senza consenso, trasformandole in materiale da commentare con insulti e volgarità.

 

Il comunicato di chiusura apparso in homepage recitava: “Phica è nata come piattaforma di discussione e di condivisione personale, con uno spazio dedicato a chi desiderava certificarsi e condividere i propri contenuti in un ambiente sicuro. Purtroppo, come accade in ogni social network, ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandole. Nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno spinto Phica a diventare altro. Per questo, con grande dispiacere, abbiamo deciso di chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato.”

 

 

 

Una giustificazione tardiva, perché gli screenshot diffusi negli ultimi giorni mostrano la realtà: thread in cui le donne erano definite “suine”, “sb**io”, “pezzi da condividere”, e persino discussioni in cui alcuni padri ammettevano di provare eccitazione guardando le proprie figlie adolescenti. Non deviazioni marginali, ma il cuore stesso della comunità.

 

Tra le vittime ci sono volti noti e donne comuni. La cantautrice Martina Attili ha denunciato la diffusione di sue foto da minorenne e del suo indirizzo di casa:

https://www.open.online/2025/08/25/martina-attili-anna-madaro-denuncia-foto-rubate-forum-online-video/

 

L’attrice Anna Madaro, dei Nirkiop, ha spiegato: «Sono finita in un forum per adulti, e probabilmente ci sei finita anche tu»:

https://www.open.online/2025/08/25/martina-attili-anna-madaro-denuncia-foto-rubate-forum-online-video/

 

La content creator Dalia Aly ha denunciato di essere stata inserita in sezioni dal titolo degradante come “Calabresine porcelline”. Su Instagram ha pubblicato gli screenshot di thread indicizzati da Google, con migliaia di risposte:

https://www.instagram.com/p/DN2_M2TUCHK/?igsh=amMwN3VtN3Vjb2Rw

 

E poi ci sono le storie di chi, come me, ha visto il proprio volto e il proprio corpo trascinati dentro quell’abisso digitale. Io stessa sono finita su Phica.net: hanno rubato mie foto – primi piani e immagini a figura intera – prese dai miei profili social e perfino da Google. Sono state pubblicate senza consenso e accompagnate da commenti sessualizzanti che mi hanno trasformata in un oggetto, calpestando la mia identità e la mia dignità. Entrarci per caso, riconoscermi, leggere gli “apprezzamenti” nei miei confronti, ha significato subire una violenza ulteriore: la sensazione di non avere più controllo nemmeno sul proprio volto.

 

La violenza ha colpito anche la politica. La consigliera comunale Valeria Campagna ha trovato proprie foto commentate con frasi come “La sfonderei subito”:

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_27/gruppo-facebook-mia-moglie-c-e-un-altra-piattaforma-valeria-campagna-scopre-le-sue-foto-liberta-violata-ho-denunciato-f2853993-94c7-4b28-851a-56577035fxlk.shtml

 

L’eurodeputata Alessandra Moretti ha definito Phica “istigazione allo stupro”:

https://www.repubblica.it/cronaca/2025/08/28/news/mia_moglie_forum_phica_foto_moretti_meloni_donne_cos_e_successo-424812093/

 

L’ex deputata Alessia Morani ha annunciato querela:

https://www.virgilio.it/notizie/sul-sito-hard-anche-foto-di-valeria-campagna-alessia-morani-e-alessandra-moretti-la-denuncia-delle-politiche-1699002

 

Un elenco che comprende anche Giorgia Meloni, Elly Schlein, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Maria Elena Boschi, Chiara Appendino, tutte finite in una sezione battezzata “politiche arrapanti”:

https://it.euronews.com/my-europe/2025/08/28/giorgia-meloni-elly-schlein-e-la-privacy-violata-online-la-galleria-sessista-di-phicaeu

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_28/foto-leader-sito-db256279-9cff-49eb-8215-3dafa0be2xlk.shtml

 

A rendere il quadro ancora più inquietante, come denunciato da Quotidiano.net, Phica monetizzava persino la violenza: per eliminare la propria presenza dal forum era richiesto un pagamento di 145 euro.

https://www.quotidiano.net/cronaca/chiude-phica-foto-rubate-tdeeg55v

 

Le indagini della Polizia Postale sono in corso, ma non è stato semplice oscurare il sito: server all’estero, domini in continuo mutamento.

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_agosto_28/foto-rubate-e-post-sessisti-caccia-agli-utenti-delle-piattaforme-hard-oscurarle-e-difficile-i-siti-sono-all-estero-25a32dd9-ebbd-434e-8d4a-a452c891bxlk.shtml

 

Accanto a giornaliste, politiche e artiste, in prima linea anche donne comuni che hanno denunciato il sistema. Come Mary Galati, che da due anni combatte per far chiudere il sito e ha lanciato una petizione che in poche ore ha raccolto centinaia di migliaia di firme:

https://www.instagram.com/p/DN3ecBM3qiR/?igsh=MXFyZjV5eHlzOW91ZA==

https://www.change.org/p/chiediamo-la-chiusura-del-sito-phica-eu-per-diffusione-non-consensuale-di-materiale-intimo

 

Intanto, dopo l’esplosione del caso, Huffington Post racconta la fuga degli utenti dal forum, con centinaia di account cancellati nel tentativo disperato di far sparire tracce digitali compromettenti:

https://www.huffingtonpost.it/cronaca/2025/08/28/news/phicaeu_fuga_utenti_cancellazione_account-19930824/

 

Phica.net non era un forum. Era una comunità organizzata di violenza digitale, un luogo in cui la dignità femminile veniva demolita giorno dopo giorno. La chiusura non basta: gli archivi sono già stati scaricati, diffusi, replicati.

 

Chiudere un sito è un atto simbolico. Spezzare la cultura che lo ha alimentato è la vera sfida.

Clicca il link per leggere i contenuti aberranti del sito “Phica.net” 

https://www.fimminatv.it/i-contenuti-di-phica-net/ 

 

Deborah Serratore

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